Tao Tze Bao

 

 

 

Chi è senza peccato scagli la prima pietra.

 

Le pagine dei maggiori quotidiani nazionali sono infestate da ormai più di un mese da insistenti accuse nei confronti della figura del presidente del consiglio riguardo a presunti comportamenti immorali della sua vita privata. L’ultima in ordine di tempo è quella che coinvolge Patrizia D’Addario, una candidata alle elezioni comunali di Bari. Quale sia la realtà dei fatti non è stato ancora accertato. E tanto meno la procura di Bari ha avviato una qualche indagine come invece molti giornali lasciano intendere.
Ogni giorno si snocciolano da più parti noiosi e interminabili predicozzi sull’integrità morale e la rettitudine che un politico dovrebbe possedere per svolgere il proprio compito. I politici dovrebbero appartenere a una razza speciale di uomini, nati – per dirla in termini tradizionali – senza il peccato originale. Ergo: i giornalisti che parlano dei politici possono essere immorali, i politici di cui i giornalisti parlano devono essere puri. Secondo chi sostiene questa tesi (i vari Scalfari che pullulano nelle redazioni delle nostre testate) il premier sarebbe dunque delegittimato nello svolgimento della sua funzione di governo.
Qualcosa di strano, e anche di sinistro, balza agli occhi: neanche un cenno allo scopo dell’attività politica, ai parametri con i quali giudicare il successo o l’insuccesso di un’azione di governo. Il “bene comune” – cui dovrebbe tendere ogni progetto e ogni sforzo di un personaggio politico che si rispetti – non compare nemmeno per errore negli articoli dei nostrani censori morali. Se per esempio Berlusconi interviene tempestivamente in Abruzzo, partecipando in prima persona alla tragedia della gente colpita dal terremoto, se il suo governo pone in essere misure efficaci per iniziare la ricostruzione, questo non vale nulla rispetto ai suoi presunti appetiti (sessuali). Se Obama esprime stima e apprezzamento per il coraggio dimostrato dal premier in politica estera, ciò non merita la stessa attenzione riservata a escort e veline. Si potrebbe procedere. Ma la solfa non cambierebbe.
L’unica cosa veramente insopportabile è il pensiero che in Italia ci siano persone – poche per la verità, anche se molto sponsorizzate – che sarebbero disposte a mandare a “p……”, a scatafascio l’intero Paese, l’intero popolo italiano, per una pruriginosa e abissale antipatia, condita di feroce moralismo, nei confronti di chi non risponde all’identikit del politico anti-italiano che tanti salotti sognano, capace di svendere l’Italia e tutta la sua tradizione per trasformarla nel surrogato di un Paese finalmente “europeo”.

 

(fonte)

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